Judo

A.S.D. Fitness Club Nuova Florida1200px-Olympic_flag.svg

Il Judo insegna il rispetto delle regole e la disciplina, migliora l’equilibrio mentale e fisico, favorisce la socializzazione e sviluppa le capacità motorie.
99-il mondo dei bambini grande x articoli2GIOCOJUDO e AVVIAMENTO ALL’AGONISMO

il Martedì e il Giovedì dalle 17.00 alle 18.00
Corri a divertirti con noi ti aspettiamo!

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Direttore Tecnico: Gianluca Ferro
Allenatore: Luca Pisano

Il judo, come tutti gli sport (e tutte le discipline) ha un alto valore educativo.

Si fa presto a dire che uno sport educa. Ma a cosa educa esattamente una lotta come il judo? Può sembrare un ossimoro, lo so, ma educa alla relazione. Alla relazione con i maestri, che non transigono su nulla, dalla pulizia dei piedi a quella delle unghie, dall’autonomia al silenzio. Educa alla relazione tra compagni e alla relazione con se stessi.

Come cresceranno pertanto i vostri figli nella palestra? Cosa impareranno del judo nella vita personale? Come il judo modellerà il loro carattere? Che cosa imparerà?

  • Il rispetto: di sé e degli altri.

Alle gare, per me che guardo,  l’emozione vera non la trasmettono i combattimenti ma i cinque, solenni, secondi iniziali del saluto. Il saluto è un gesto di estremo rispetto, non è nulla di formale. Rispetto degli avversari, del maestro e di tutti i compagni. Nel saluto non sono i bambini che si inchinano davanti ai maestri. È un inchino reciproco e congiunto.

Altra situazione che mi fa pensare ogni volta è che durante gli allenamenti i maestri non parlano molto, fanno vedere, si mettono in gioco. I maestri stanno sul tatami, non ai margini, non fuori, non in cattedra. Cadono con i bambini. Si scompogono e sudano con loro. Da loro si impara da quello che fanno, non da quello che dicono. Pensiamoci su.

  • Il senso del dono: “L’idea fondamentale alla base del judo, secondo il suo fondatore e ripreso da alcuni grandi maestri come Barioli e Bernardi, è arrivare a dare incondizionatamente senza nulla in cambio. ‘Tutti insieme per progredire’, affermava il suo fondatore Jigoro Kano. Perché facendo judo miglioro me stesso per essere utile agli altri. Il judo è una strada per arrivare a questo, perché permette di conquistare il vuoto della mente e quindi di entrare in sintonia con il cuore”.

Come dice Andrea Frumenti, nel suo sito, Il judo è un sistema di vita, una scuola di carattere dove s’impara a faticare, soffrire e sacrificare qualcosa. Ma soprattutto si impara ad amare gli altri al di là del meschino egoismo che impronta tanto spesso la vita moderna.

  • La sana competizione: mai l’ho sentito vantarsi di aver vinto tutti i combattimenti. Questo è anche parte del suo bel carattere. Che è parte della sua distintività. Ma tanto credo sia è dovuto anche al lavoro educativo che i maestri hanno fatto in questi anni. All’ultima gara, (due giorni di trasferta, attesa per un anno) al secondo combattimento si è infortunato. L’ha finito senza dire nulla e, quando l’ho raggiunto sul tatami mentre faceva un po’ di ghiaccio, mi ha detto: “che peccato, ci tenevo tanto, ma mi sono divertito lo stesso”. Volevo piangere.
  • La sincerità: “Sulla materassina non serve fingere, non serve voler sembrare più bravi di un altro, bisogna fare e basta. Fare quello che si può col massimo impegno. Insomma, bisogna essere sinceri con se stessi e saper guardare dentro di sé”.
  • La cedevolezza: non è una parolaccia. È la base della serenità. La parola “judo” è una parola composta da”jū” (cedevolezza) e “dō” (via) e significa “via dell’adattabilità e della cedevolezza”. Non opporsi, dunque, a ciò che è contrario ma “dirigerlo”. Il Judo è scuola di vita.

La ‘via della cedevolezza’ può essere una metafora molto potente quando ci troviamo ad affrontare periodi di frustrazione nella nostra vita. Nel Judo per sconfiggere il nostro avversario non dobbiamo contrastarne la forza, piuttosto dobbiamo sfruttarla a nostro vantaggio e rivolgergliela contro al momento opportuno. Come disse lo stesso Maestro Kanō: il Judo prevede ‘una cedevolezza iniziale, prima della vittoria finale’. Lo stesso principio si applica alla vita. Più cerchiamo di contrastare il nostro senso di frustrazione e più esso cresce dentro di noi. Più ci dimeniamo con rabbia ed energia e più l’insoddisfazione prende il controllo della nostra vita”. (Efficacemente.com)

E, infine, ha imparato la generosità.

Il primo comandamento del judo è dare, senza alcuna contropartita. Di fronte a una società che si regge sulla trinità “successo, potere, soldi” è necessario cambiare il mondo proponendo come strumento l’arte del judo, con la sua trinità “corpo, mente, cuore”.

I bambini sono leali, sinceri, generosi, non hanno paura, non conoscono la viltà: siamo noi che con la pretesa di “educarli”, insegniamo loro ad aver paura, ad essere vili, a diventare furbi.

Dal judo ho appreso la sincerità, l’armonia, la decisione, il coraggio, il rispetto. Pensiamo al senso del colore della cintura: non è un grado, una gerarchia, ma un segnale di rispetto, un avvertimento sulla preparazione di chi la indossa. Di fronte ad una cintura gialla o marrone so come comportarmi, so cosa posso o non posso fare. Il judo insegna la generosità, elimina l’astio, l’ansia di vincere (Marcello Bernardi – Pediatra e judoka)

info:
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